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   Giorgia Surina: "un altro anno e mollo tutto"

 


 

"In televisione mi vedrete fino ad agosto. Poi basta".
Giorgia Surina annuncia contemporaneamente l'avvio del suo nuovo programma su Mtv, Absolutely 80's (prima puntata il 13 marzo, ore 21) e la fine del suo contratto, "che non rinnoverò, mi fermo qui. Mi sento a un giro di boa, devo fermarmi per decidere che direzione prendere: sono in televisione dal 1997, e prima ancora avevo lavorato in pubblicità e come modella. Questo mestiere non l'ho voluto, è venuto da sè. Ora vorrei capire che cosa mi va e se sono in grado di fare andare la mia vita dove voglio. Ho trent'anni, anzi trentuno appena compiuti: Mtv non fa più per me.

 
Alla mia età in questa rete si riducono gli spazi. Absolutely 80's è un programma nato su di me, ma un volta finito non ci sarà un'altra opportunità del genere. Mentre Trl, la trasmissione che mi ha dato la notorietà, è fatta per i teenager e il suo punto di forza sta nel fatto che conduttori e pubblico sono coetanei. Io non parlo più come una ventenne: i ragazzi percepiscono questa distanza". Potrebbe tornare in Mediaset: ci ha già lavorato: "Il problema è che, fuori da Mtv, sei comunque 'quella di Mtv', la ragazza che lancia i videoclip. E' difficile togliersi quest'etichetta, così, al massimo, ti propongono di fare le stesse cose da un'altra parte. Se mi offriranno qualcosa di interessante accetterò, ma non mi faccio illusioni: sono stufa della televisione che c'è oggi e non credo che cambierà. Non subito. Mi piacciono Le Iene, però... se devo ballare su un tavolo con le chiappe rivolte alla telecamera, allora non vado neppure lì. Se pensa che la prima donna delle Iene era Simona Ventura, e che oggi c'è Cristina Chiabotto, mi sembra chiaro in che direzione si è andati. Anche lì tira aria di maschilismo. Prendere in giro le donne, parlarne male, metterle a tacere: ci sono comici che si sono costruiti una carriera su questo clichè, ed è così che va avanti gran parte della televisione italiana. Quando conducevo Zelig off con Raul Cremona, i nostri schemi erano costruiti come battibecchi: lui faceva battute maschiliste, io rispondevo civettando. Mi sentivo un po' un bersaglio. E' sempre lo stesso problema: noi donne vorremmo essere ascoltate oltre che guardate".

(fonte Vanity Fair)




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